TERREMOTO? : “Mi piego ma non mi spezzo!”

Quando si parla di terremoto si è sempre portati a pensare che il cemento armato sia la soluzione a tutti i mali e che possa proteggerci meglio di qualsiasi altra soluzione costruttiva.
In realtà questo non è sempre vero, o meglio, qualsiasi sistema costruttivo, se progettato e realizzato in modo corretto, può essere adeguato a contrastare le sollecitazioni sismiche (sempre nei limiti degli obiettivi  di progetto  che di solito coincidono con quelli normativi che non necessariamente possono e/o vogliono coprire la totalità dei rischi) ma sicuramente ci sono dei materiali e dei sistemi costruttivi  più “predisposti” e più efficienti per questo tipo di esigenza.
I sistemi costruttivi che utilizzano il legno sono senza dubbio fra quelli che meglio si comportano ai fenomeni sismici e spesso vanno molto oltre i valori minimi di progetto previsti dalla normativa antisismica e soprattutto lo fanno senza aumento di costi… un valore aggiunto completamente “gratuito”.
Vediamo rapidamente perché!
Gli aspetti da considerare per capire dove e come agisce un terremoto sono essenzialmente 2:
– Il primo è che le forze in gioco in un evento sismico sono direttamente proporzionali alla massa dell’edificio, in altre parole più la struttura è pesante e più forti saranno le forze che su di essa andranno ad agire, e quindi a danneggiarla, in seguito all’evento sismico.
– Il secondo aspetto è che la capacità di resistere al terremoto è direttamente collegata alla capacità della struttura di “dissipare” (in altre parole di rendere innocue) le forze “dannose” in gioco causate dal sisma (o da qualunque altro evento).

Il Legno, a prescindere dal sistema costruttivo utilizzato, soddisfa appieno entrambi i requisiti sopra esposti infatti  essendo molto più leggero (quattro volte più leggero del calcestruzzo a parità di resistenza) deve “resistere”, a parità di terremoto, a forze molto minori.
Inoltre è di sua natura più duttile e flessibile ed i sistemi di fissaggio delle strutture lignee, grazie agli ancoraggi fra gli elementi strutturali effettuati con viterie e staffe appositamente calcolate, sono in grado di dissipare molto bene le forze in gioco e quindi di limitare di molto anche i danni alle strutture secondarie (pareti interne, finiture, rivestimenti esterni) – a questo proposito se avete 10 minuti di tempo andate a guardarvi questo   video  che racconta una storia vera accaduta in Emilia durante l’ultimo terribile terremoto (chiaramente fa riferimento ad una azienda produttrice ma vuole essere esemplificativo di quanto fin qui detto…. e poi, quando meritato, diamo a Cesare quel che è di Cesare!).
Vi mostro due video tratti dal web (dove potrete trovare ulteriore materiale) in cui si possono vedere chiaramente i diversi effetti che subiscono, con terremoti comunque di forte intensità, i due diversi tipi di costruzione in legno (duttile e leggera) ed in cemento armato e murature (rigida e pesante) dove entrambe non crollano durante la prova ma i danni che subiscono sono ben diversi… dove avreste voluto aver speso i vostri soldi?? 🙂

PREGIUDIZI: “La favola dei tre porcellini è ancora viva”

C’era una volta….
Tutti ben conoscono la favola dei 3 porcellini e del Lupo cattivo ed il nostro retaggio culturale non fa altro che avvalorare la tesi che la casa in muratura e cemento armato sia l’unica soluzione al costruire moderno.
In realtà esempi di opere in legno “ultracentenarie” ancora perfettamente conservate non mancano: le fondazioni di molti palazzi Veneziani sono realizzate con pali in legno, come anche le fondamenta del ponte Santa Trinità di Firenze (1570 circa), la copertura lignea delle Gaggiandre presso l’arsenale di Venezia (1568-73) si ritiene sia ancora quella originale e perfettamente conservata, il “Palazzo Isolani“ a Bologna ha delle strutture lignee in rovere del XIII° secolo, mentre in Svizzera (nel Vallese) vi sono edifici realizzati con pareti in tronchi di legno massiccio di 4 secoli fa.
Per non parlare di quello che è ritenuto uno degli edifici in legno più antichi del mondo il Kondo (una Pagoda di 5 piani che può vantare la veneranda età di 1400 anni).
Non dobbiamo comunque solo cercare gli esempi più eclatanti ma basta guardarci intorno ed osservare le numerosissime coperture o solai in legno che vediamo in moltissimi edifici storici (di pregio e non) che hanno spesso oltre un secolo.
Un ulteriore spunto di riflessione deve venire dal fatto che nella stessa edilizia “tradizionale” oggi la copertura in legno è usata molto spesso per i più svariati motivi (sia estetici che strutturali) e non ci si pone certo la domanda: “ma quanto durerà? È la scelta giusta?”
Tutto questo per dire che non è il legno il problema ma semmai sono i “pregiudizi culturali” che influiscono sulle nostre opinioni e sulle nostre scelte.
Il legno non è un materiale per sua natura poco durevole ma, come qualsiasi altro materiale, deve essere utilizzato nel giusto modo ed utilizzando le dovute accortezze sia progettuali che costruttive.
Il legno marcisce solo se si formano dei ristagni d’acqua o se non è messo in condizioni di poter traspirare, altrimenti è un materiale che per sua natura è igroscopico, ossia in grado di assorbire e rilasciare umidità senza venire danneggiato.
Le strutture lignee, che siano tetti, o pareti hanno la stessa aspettativa di vita degli edifici tradizionali sempre che siano stati progettati e realizzati in modo corretto.