VIVA LE SCUOLE IN LEGNO!!!

Vi propongo un estratto di un articolo interessante:

“….Diversi i vantaggi delle scuole in legno rispetto a quelle tradizionali costruite in laterizi e cemento: in primo luogo i tempi di realizzazione, drasticamente ridotti: secondo uno studio dei tecnici del Comune, ad esempio, la costruzione di un edificio in legno di 15 classi richiederebbe 8 mesi contro i quasi due anni di una scuola tradizionale. Altro vantaggio, la maggiore funzionalità: è possibile infatti modificare rapidamente la composizione delle aule e la stessa organizzazione degli ambienti interni.

Anche sotto il profilo ambientale ci sono evidenti benefici: ogni metro cubo di legno utilizzato in sostituzione di un altro materiale da costruzione è in grado di immagazzinare 0,9 tonnellate di CO2, un risultato che si ottiene anche quando è impiegato per costruire un edificio. Inoltre il legno è un materiale isolante al punto da garantire, nell’edilizia scolastica, un risparmio energetico di circa il 40% rispetto alle strutture tradizionali.

Ulteriori caratteristiche, non meno importanti, sono la sismo-resistenza e la sostenibilità economica….”
per l’articolo completo :
http://www.edilportale.com/news/2014/03/materiali-e-tecnologie/milano-al-via-la-progettazione-delle-prime-scuole-in-legno_38143_12.html

L’immagine di copertina è stata tratta dal medesimo articolo.

COM’E’ FATTA UNA CASA IN LEGNO?

Una domanda ricorrente parlando di case in legno è: ”architetto ma le pareti ed i soffitti dovranno essere in legno? Avrò le travi a vista?

In realtà una casa in legno non si discosta dalle altre per quanto riguarda le finiture (vedi anche “perchè sul sito…“) infatti difficilmente ci si accorgerà della differenza una volta ultimati i lavori.
Vero è però che internamente non tutte le case in legno sono fatte allo stesso modo.
Nell’edilizia tradizionale siamo abituati a sentir parlare normalmente delle diverse tecniche costruttive con cui si possono realizzare le strutture portanti e le murature degli edifici e quindi definizioni come: muratura in mattoni portanti, strutture in acciaio, in cemento armato o miste (muratura+telaio), solai in laterocemento, sono abbastanza conosciute e più o meno tutti sanno in linea di massima di cosa si sta parlando.
Quando ci si avvicina al mondo del legno la confidenza con terminologie e tipologie costruttive è sicuramente molto meno diffusa ed anche girando per le fiere di settore e guardando i campioni esposti non sempre riusciamo a capire cosa stiamo vedendo se nessuno ci fornisce qualche spiegazione.
Quello che normalmente colpisce è il grosso spessore degli isolamenti ed i materiali utilizzati che “normalmente” sono, o dovrebbero essere, ben diversi dal “polistirolo” che si è abituati a vedere.
Vediamo di fare un po’ di chiarezza, magari rimandando qualche spiegazione più approfondita ad altri articoli più specifici.
Fondamentalmente possiamo dividere le tipologie costruttive di una costruzione in legno in 2 macro categorie:

1)    strutture a telaio (platform e balloon frame)
2)    strutture in legno massiccio (X-lam, blockbau)

1) Le strutture a telaio sono realizzate con dei montanti lignei posti ad interasse di circa 50/70 cm con interposto del materiale isolante dello stesso spessore dei montanti stessi.
I montanti e l’isolante vengono chiusi lateralmente da pannelli di OSB, che spesso fungono anche da elementi di controventamento della parete, andando a creare una struttura a sandwich che costituisce il “nocciolo” strutturale della parete stessa.
A questa struttura di “BASE” andranno poi aggiunti tutti quegli strati (cappotto, contropareti interne, camere di ventilazione, barriere al vapore, ecc.) che andranno a comporre la parete finale in base alle prestazioni termiche da ottenere e dalle finiture da utilizzare.

2) Le strutture in X-lam, invece sono composte da pannelli massicci di legno lamellare a 5 o più strati incrociati ed incollati fra loro (la tecnica è analoga a quella utilizzata per le travi in legno lamellare utilizzate per le grandi strutture come palestre, palazzetti dello sport, chiese, ecc.).
I pannelli in X-lam costituiscono la struttura della parete (portante e di controventamento), mentre il completamento dell’isolamento viene fatto dal cappotto esterno che sarà dimensionato in base alle caratteristiche climatiche del sito ed alle prestazioni termo/acustiche che si vogliono raggiungere, anche in questo caso potranno essere aggiunti ulteriori strati, sia interni che esterni (contropareti per impianti e/o di finitura, camere di ventilazione, ecc…) per raggiungere gli obbiettivi prestazionali e funzionali prefissati dal progetto.

Nei prossimi articoli andremo a guardare più da vicino le due tipologie costruttive…..

Il futuro dell’edilizia: “edifici ad energia quasi zero”

Il settore edilizio è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici in Europa e pertanto è sicuramente il settore dove bisognerebbe lavorare di più per cercare di ridurne in modo consistente i consumi e conseguentemente l’inquinamento prodotto.
Grazie all’uso di nuovi materiali e nuove metodologie costruttive e puntando al risanamento energetico degli edifici esistenti è possibile ridurre in modo importante i consumi energetici e soprattutto le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dalla produzione d’acqua calda sanitaria arrivando ad un abbattimento vicino all’80 % .
Questi aspetti sono ben noti in ambito Europeo e per questo è stata emanata la Direttiva 2010/31/ue che prevede, fra l’altro, per tutti gli stati membri (compresa l’Italia ovviamente) che nel NON lontano 2020 (2018 per gli edifici pubblici) tutti i nuovi edifici dovranno essere  ad energia quasi zero (Nearly Zero Energy Buildings o nZEBs).
Possiamo anche concordare sulla non perfetta riuscita della definizione “edificio ad energia QUASI Zero” che lascerà ai singoli legislatori “ampi spazi di manovra” ma comunque il concetto rimane ben chiaro: i nuovi edifici dovranno consumare molto poco o in altre parole dovranno essere energeticamente (riscaldamento e consumi elettrici) “quasi” autosufficienti.
Fatta questa premessa ben si può capire come il settore edilizio deve sin da ora cambiare radicalmente il modo di costruire e soprattutto il concetto di “Casa Passiva” incomincerà e dovrà  prendere piede molto rapidamente.
Un’altra riflessione che mi sento di fare è che una nuova abitazione comprata oggi (progettata circa 3-4 anni fa) e realizzata secondo gli attuali standard di legge è di fatto già “obsoleta”.
Certo avrà belle finiture, forse un bell’aspetto, il giardino, l’aria condizionata, il camino, ecc… ma dal punto di vista energetico mi sento di ribadire la definizione “obsoleta”.
Fra qualche anno (6 anni per una casa non sono niente) la nostra nuova casa con gli attuali 1/2 KW di fotovoltaico e pannellino solare per la produzione di acqua calda sanitaria farà sorridere accostata alle abitazioni di nuova generazione che saranno energeticamente autosufficienti con costi di gestione quasi nulli.

Ma allora l’investimento più importante della nostra vita, la casa appunto, che pagheremo per i prossimi 30-40 anni manterrà il suo valore nel tempo?

Purtroppo il rischio che immobili acquistati oggi possano svalutarsi nel medio periodo invece di rivalutarsi nel tempo è reale e non dipende più solo dallo “sgonfiamento” di bolle immobiliari come è successo negli ultimi anni ma dipenderà da fattori qualitativi ed oggettivi dell’immobile e  paradossalmente le case che più ne risentiranno saranno proprio quelle più recenti perché una casa molto più vecchia la paghiamo molto meno sin d’ora e dovremmo comunque ristrutturarla alla luce delle nuove normative.
Ma il mattone non è sempre stato un bene “rifugio” che si è sempre rivalutato nel tempo?
Forse non è più così, o meglio, non in modo generalizzato ed indiscriminato!
Gli immobili che manterranno ed aumenteranno il loro valore nel tempo saranno quelli che già oggi guardano al futuro e sono costruiti seguendo criteri lungimiranti interpretando e superando sin d’ora i minimi normativi futuri che sono già oggi tracciati anche se non ancora in vigore.
Ed è qui che entrano in gioco le case in legno che sin da ora sono in grado di soddisfare i più alti standard di efficienza energetica riuscendo anche ad arrivare ad una casa passiva autosufficiente senza aggravi di spesa insostenibili.

Ed anche in questo caso la natura ringrazia!