Tutti gli articoli di massimiliano clemente

esercito la libera professione con passione da 25 anni nel campo dell'architettura e del design. Oltre alla progettazione architettonica ed alla Direzione Lavori seguo il settore della riqualificazione energetica degli immobili esistenti e la progettazione di nuovi edifici ad alta efficienza energetica. Da qualche anno mi sto occupando delle case in legno prefabbricate ad a basso consumo energetico che ritengo siano un'ottima soluzione costruttiva per poter rendere l'edilizia sostenibile sia per i materiali utilizzati a basso impatto ambientale che per i ridotti consumi di gestione che avranno nel corso del loro intero ciclo di vita. Inoltre questo tipo di costruzioni sono in linea con le direttive Europee che impongono agli Stati membri che dal 2021 (2018 per gli edifici pubblici) i nuovi edifici siano ad "Energia quasi Zero" (Nearly Zero Energy Buildings) o se preferiamo energeticamente "quasi" autosufficienti.

CASA IN LEGNO… UNA SCELTA LUNGIMIRANTE

Come già scritto nell’articolo “il futuro dell’edilizia”, fra pochi anni (2020 secondo le direttive europee) i nuovi edifici dovranno essere a consumo quasi “zero”, in pratica i costi delle bollette dovranno essere quasi nulli.
Bella notizia diranno in molti, ma sfortunatamente le abitazioni esistenti, soprattutto quelle più nuove e quelle già realizzate ed ancora invendute, vedranno ridimensionare il loro valore più di quanto non sia già accaduto in  un momento di crisi economica come quello attuale.
L’acquisto/costruzione della propria casa è il più grande investimento della vita di gran parte delle persone, e quindi andrebbe fatto tenendo ben presente gli standard prestazionali previsti fra qualche anno,  per poter fare un buon investimento nel lungo periodo.

Fatta questa piccola premessa è doveroso dire che anche l’attuale stato dell’arte dell’edilizia tradizionale potrebbe sin da oggi ottenere dei risultati perfettamente in linea con le future aspettative dell’edilizia. L’unico problema, a parte la scarsa preparazione al riguardo di molti costruttori, sono i costi da affrontare per raggiungere il risultato.
Questi infatti lievitano in modo importante e spesso, lo stesso “futuro acquirente” non è in grado di capirne fino in fondo le reali motivazioni ed i vantaggi di pagare qualcosa in più per una casa energeticamente più prestazionale.
Non è raro sentir dire: “ma dall’altra parte della strada costa molto meno!” (senza sapere e/o considerare che probabilmente per quell’edificio si spenderà il doppio per il riscaldamento ed il raffrescamento!)
Ad aggravare tale situazione riveste un ruolo importante l’attuale crisi economica in cui, anche i più volenterosi e soprattutto i più giovani, non dispongono più di capitali sufficienti per acquistare delle abitazioni che siano adeguate alle future indicazioni legislative e soprattutto alle contemporanee esigenze abitative.

A questo punto entra in gioco la casa in legno per cui, oltre a quanto sottolineato nell’articolo “Casa al Bivio… I perchè di una casa in legno”, forse il più importante vantaggio è quello di poter avere, ad un costo assolutamente confrontabile con quello dell’edilizia tradizionale “standard”, una casa energeticamente e qualitativamente molto più efficiente, che ripagherà i grandi sacrifici economici che questo tipo di spesa comporta, con spese di gestione assolutamente irrilevanti e soprattutto il mantenimento del proprio valore nel tempo con una rivalutazione dell’investimento analoga a quanto “eravamo” abituati.

Non preoccupatevi, un po’ alla volta tutti i pregiudizi e le false credenze su questo tipo di abitazioni (vedi “la favola dei 3 porcellini è ancora viva!”) si affievoliranno sempre più e quando sarà ora di rivendere o di cedere ai propri figli la vostra “futura” casa in legno, il suo valore sarà aumentato in modo congruo e sicuramente superiore a quanto farebbe una casa in mattoni con gli standard “attuali” acquistata/realizzata allo stesso prezzo.

Massimiliano Clemente  –  CASEinLEGNOinBLOG.com

CASA AL BIVIO… I PERCHE’ DI UNA CASA IN LEGNO

Molti si chiederanno ma quali sono le ragioni per abbandonare il mattone in favore del legno?
Perchè lasciare la strada vecchia per la nuova?
Le motivazioni possono essere molteplici e venire da più direzioni, possono essere di tipo economico, ecologista, salutista nonché da un semplice senso di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni a cui attualmente stiamo lasciando un mondo in cui gran parte delle risorse energetiche (la cui produzione è una delle principali cause di inquinamento del pianeta) è utilizzato per scaldare/raffrescare gli edifici.
Vediamo adesso di riassumere alcuni dei punti a favore delle case ad alta efficienza energetica realizzate in legno:

– BENESSERE INDOOR: si riducono notevolmente (volendo si può arrivare all’eliminazione totale) le sostanze chimiche presenti nei materiali utilizzati, il confort acustico interno sarà molto elevato ed i rumori esterni saranno un lontano ricordo.
Le pareti daranno una sensazione di calore anche con temperatura dell’aria interna non eccessivamente elevata e non si avrà più quella fastidiosa sensazione di freddo anche col termostato fisso a 24 C°!
Il profumo dei materiale diventa parte essenziale del progetto e permette di creare delle atmosfere particolarmente suggestive senza neanche accorgersene (il legno non deve essere necessariamente lasciato a vista). Se poi questo aspetto diventa parte esplicita del progetto i risultati possono essere notevoli.

– SICUREZZA: le prestazioni al sisma da parte di una casa in legno sono assolutamente note ed indiscusse e per approfondimenti vi rimando all’articolo “Terremoto: Mi Piego ma non mi Spezzo”).
Non a caso questo tipo di abitazioni sono state utilizzate in modo massiccio nella ricostruzione delle zone recentemente colpite da forti Terremoti (Emilia ed Aquila).
(Se avete qualche minuto guardatevi questo filmato, troverete un’interessante testimonianza, che va oltre al nome di una o l’altra azienda costruttrice).

– RESISTENZA AL FUOCO: questo è un aspetto oggetto di molte paure, ma il legno ha un comportamento al fuoco assolutamente prevedibile e non soggetto a crolli improvvisi come avviene per altri materiali come l’acciaio ed il cemento armato. Pertanto la sua resistenza all’incendio è spesso superiore ad altre tecnologie costruttive. (comunque dedicherò un articolo specifico all’argomento).

– TEMPI DI REALIZZAZIONE RIDOTTI E COSTI CERTI: acquistare una casa in legno è come acquistare un’automobile (quasi completamente personalizzabile per altro) con una firma di un contratto che andrà a definire un prezzo e dei tempi di realizzazione certi, che resteranno tali fino alla consegna della casa. Ovviamente per la consegna un minimo di tolleranza la si deve avere essendo influenzata anche dalle condizioni climatiche non prevedibili, ma comunque non sforerà troppo da quanto promesso.
Le tempistiche per la realizzazione di una villetta in legno si aggirano intorno ai 6 mesi una volta realizzate le fondazioni.
Immaginatevi i vantaggi nella programmazione di tutto l’iter economico ed organizzativo: valutazione della fattibilità dell’operazione, programmazione del budget, scadenze dei pagamenti, data di consegna della eventuale casa precedente venduta o da vendere, programmazione del trasloco, ecc., ecc.

– UNICO REFERENTE E AMPIE GARANZIE: Salvo esigenze e richieste particolari dei clienti, una casa in legno è normalmente consegnata chiavi in mano dall’azienda costruttrice interpellata.
Questo implica la comodità di avere un unico referente a cui rivolgersi per qualsiasi questione prima, durante e dopo la realizzazione dell’edificio.
Sempre più aziende offrono garanzie trentennali sulle loro case a conferma della DURABILITÀ ed AFFIDABILITÀ del prodotto nel tempo.

– ECOLOGIA E SOSTENIBILITA’: va da se che l’utilizzo di materiali naturali altamente riciclabili (che devono essere di origine controllata e certificata), ed i minori consumi energetici di produzione e gestione, rendono tali abitazioni ecologiche e sostenibili per le generazioni future oltre che sane per i suoi occupanti.

– RISPARMIO ENERGETICO E VALORE NEL TEMPO: Va da se che parlando di case altamente performanti dal punto di vista energetico il consumo di gas (spesso completamente eliminato) ed elettricità per la gestione dell’abitazione sarà ridottissimo.
Inoltre per quanto già anticipato nell’articolo “Il futuro dell’edilizia”  il valore di tali abitazioni rimarrà inalterato nel tempo in quanto già oggi si riescono a soddisfare le future normative  sui consumi energetici in edilizia previste a partire dal 2020.
A breve sarà pubblicato un approfondimento su questo tema specifico.

– ESTETICA: questa dipende semplicemente dalla bravura del vostro tecnico progettista, in quanto non vi sono particolari limitazioni per questo tipo di abitazione (leggi anche “Perché sul blog non trovo immagini di case in legno?!?”).
Un progettista più specializzato in questo tipo di edifici potrà probabilmente riuscire a farvi spendere qualcosa in meno ottimizzando sin da subito l’edificio, ma nulla è impossibile.
Il vero “plus valore” di un tecnico specializzato in questo tipo di edilizia è senz’altro il contributo che potrà  dare nella scelta della ditta costruttrice a cui affidarsi, soprattutto in un momento in cui questo settore si è riempito di nuove aziende costruttrici, convertite da altri settori, che a volte non hanno le dovute competenze e si rischia di ricevere un edificio che potrebbe avere dei problemi in futuro.

Massimiliano Clemente  –  CASEinLEGNOinBLOG.com

VISITA IN STABILIMENTO!

La settimana scorsa ho avuto l’occasione di poter visitare gli stabilimenti di una grande azienda produttrice di edifici in legno.
L’occasione era ghiotta: poter vedere cosa succede dall’altra parte della “barricata” e non solo ciò che si osserva quando le pareti arrivano in cantiere pronte per il montaggio….
Quale migliore occasione per poter descrivere anche a voi, con l’aiuto di qualche foto, come vengono realizzate queste “misteriose” pareti prefabbricate?!?
D’altro canto in internet le foto ed i video sulle fasi di montaggio in cantiere di una casa in legno abbondano, ma meno diffuso è quel che succede dietro le “quinte”.
Nell’azienda che ho visitato realizzano vari tipi di strutture, ma quella che vi vado a descrivere è quella a telaio, realizzata con un livello di prefabbricazione molto spinta, in stabilimento si fa quasi tutto, al cantiere è lasciato solo l’indispensabile, e questo a favore di un miglior controllo di tutto il processo produttivo e della riduzione dei tempi di realizzazione in cantiere ai minimi termini.
Ci sono anche altri modi di costruire una casa in legno, e non necessariamente ce ne è uno giusto ed uno sbagliato ma da qualche parte si deve pur partire!

Insomma non me lo sono fatto ripetere, pronti e via!
Ritrovo all’alba, aria frizzante ma non fredda, giornata serena… in viaggio verso le non troppo lontane terre altoatesine, patria delle case in legno “made in Italy”.
In effetti nel campo dell’edilizia in legno è fondamentale per il professionista riuscire a valutare chi dovrà andare a realizzare il suo progetto e questo a tutto vantaggio del cliente (che NON dovrebbe MAI scegliere in totale autonomia la ditta costruttrice basandosi magari su argomentazioni spesso puramente commerciali, sulla simpatia del venditore di turno o peggio ancora solo sul prezzo).
Questo aspetto è di fondamentale importanza soprattutto in un settore che, nel nostro paese, è relativamente giovane ed in cui si stanno “buttando” molti di coloro che prima facevano casette per gli attrezzi o pergolati e che non sempre hanno la giusta preparazione ed esperienza. 
Una casa in legno, se progettata e realizzata bene darà grandi soddisfazioni, ma se costruita in modo “approssimativo” e senza le poche ma dovute attenzioni, come in tutte le cose, avrà sicuramente dei problemi. 
Con l’aiuto di alcune foto vi mostrerò alcune fasi della costruzione di un edificio in legno con struttura a telaio…

Buon divertimento! 

foto 1 Una volta eseguita la progettazione esecutiva dell’edificio da realizzare, tutte le parti in legno (travi, montanti, tavolati, ecc.) vengono realizzate con macchine a controllo numerico che tagliano, forano, fresano, predispongono gli incastri, il tutto è realizzato in modo perfetto e computerizzato. A questo punto tutti i pezzi sono stati numerati e sono pronti per il montaggio che avviene effettuato secondo il progetto e senza alcuna possibilità di errore da manodopera specializzata sui dei grandi banchi automatizzati che consentiranno di movimentare le pareti per le successive fasi di lavorazione.
foto 1:
Una volta eseguita la progettazione esecutiva dell’edificio da realizzare, tutte le parti in legno (travi, montanti, tavolati, ecc.) vengono realizzate con macchine a controllo numerico che tagliano, forano, fresano, predispongono gli incastri, il tutto è realizzato in modo perfetto e computerizzato.
A questo punto tutti i pezzi sono stati numerati e sono pronti per il montaggio che avviene effettuato secondo il progetto e senza alcuna possibilità di errore da manodopera specializzata sui dei grandi banchi automatizzati che consentiranno di movimentare le pareti per le successive fasi di lavorazione.

 

 

foto 2: Una volta realizzata l’intelaiatura strutturale interna, questa viene chiusa su quello che sarà il lato interno su cui una macchina a controllo numerico (sempre sotto la supervisione di operatori dedicati), provvederà a fissare i pannelli alla struttura ed a realizzare tutti i tagli ed i fori previsti sulla pareti (porte, finestre, scatole elettriche, ecc.). Chiaramente si utilizzano pannelli di tamponamento adeguati al futuro utilizzo del dato ambiente e con la giusta solidità per poter appendere alle pareti stesse gli eventuali arredi come ad esempio i pensili delle cucine. Quasi sempre troviamo una prima lastra di fibrogesso, più resistente, ed una seconda lastra in cartongesso per l’applicazione della finitura finale (verde, rosso o bianco a seconda che sia per ambienti umidi, a rischio di incendio o standard).
foto 2:
Una volta realizzata l’intelaiatura strutturale interna, questa viene chiusa su quello che sarà il lato interno su cui una macchina a controllo numerico (sempre sotto la supervisione di operatori dedicati), provvederà a fissare i pannelli alla struttura ed a realizzare tutti i tagli ed i fori previsti sulla pareti (porte, finestre, scatole elettriche, ecc.).
Chiaramente si utilizzano pannelli di tamponamento adeguati al futuro utilizzo del dato ambiente e con la giusta solidità per poter appendere alle pareti stesse gli eventuali arredi come ad esempio i pensili delle cucine. Quasi sempre troviamo una prima lastra di fibrogesso, più resistente, ed una seconda lastra in cartongesso per l’applicazione della finitura finale (verde, rosso o bianco a seconda che sia per ambienti umidi, a rischio di incendio o standard).

 

foto 3: completato il lato interno, la parete viene capovolta e vengono inseriti gli strati isolanti previsti dal progetto, i corrugati per l’impianto elettrico, una chiusura di tamponamento ed un ultimo strato di cappotto (di sughero nella foto). Una volta terminata questa operazione una macchina provvede a spruzzare i vari strati componenti lo strato di intonaco finale su cui verrà applicata in cantiere un’ultima mano e lo strato di finitura previsto. Inutile dire che questa lavorazione, estremamente delicata, essendo fatta in modo automatico ed in ambiente controllato viene realizzata nel miglior modo possibile, senza errori ed a perfetta regola d’arte!
foto 3:
Completato il lato interno, la parete viene capovolta e vengono inseriti gli strati isolanti previsti dal progetto, i corrugati per l’impianto elettrico, una chiusura di tamponamento ed un ultimo strato di cappotto (di sughero nella foto).
Una volta terminata questa operazione una macchina provvede a spruzzare i vari strati componenti lo strato di intonaco finale su cui verrà applicata in cantiere un’ultima mano e lo strato di finitura previsto.
Inutile dire che questa lavorazione, estremamente delicata, essendo fatta in modo automatico ed in ambiente controllato viene realizzata nel miglior modo possibile, senza errori ed a perfetta regola d’arte!

 

foto 4 gran parte degli impianti vengono già installati in stabilimento, lasciando al cantiere solo i collegamenti finali.
foto 4:
Gran parte degli impianti vengono già installati in stabilimento, lasciando al cantiere solo i collegamenti finali.

 

foto 5: i dettagli e le impermeabilizzazioni sono realizzati con cura “maniacali” e nelle miglior ambiente di lavoro possibile e questo aumenta nettamente la qualità del risultato finale!
foto 5:
I dettagli e le impermeabilizzazioni sono realizzati con cura “maniacali” e nelle miglior ambiente di lavoro possibile e questo aumenta nettamente la qualità del risultato finale!

 

foto 6 Gli infissi, in questo caso, vengono montati direttamente in stabilimento, permettendo di ridurre ulteriormente i tempi di cantiere e consentendo un montaggio degli stessi sempre perfetto. Non tutte le aziende eseguono questa operazione in stabilimento; alcune optano per il montaggio degli infissi direttamente in cantiere dopo il montaggio delle pareti (un po’ come per l’edilizia tradizionale).
foto 6:
Gli infissi, in questo caso, vengono montati direttamente in stabilimento, permettendo di ridurre ulteriormente i tempi di cantiere e consentendo un montaggio degli stessi sempre perfetto.
Non tutte le aziende eseguono questa operazione in stabilimento; alcune optano per il montaggio degli infissi direttamente in cantiere dopo il montaggio delle pareti (un po’ come per l’edilizia tradizionale).

 

foto 7 infine si procede con la stuccatura e rasatura del lato interno delle pareti
foto 7:
infine si procede con la stuccatura e rasatura del lato interno delle pareti

 

foto 8: ora le pareti sono pronte per essere caricate, nella corretta sequenza, sui camion che le porteranno a destinazione, dove in qualche settimana verrà montato ed ultimato l’edificio.
foto 8:
ora le pareti sono pronte per essere caricate, nella corretta sequenza, sui camion che le porteranno a destinazione, dove in qualche settimana verrà montato ed ultimato l’edificio.


In questo caso, in cantiere rimarranno da unire meccanicamente gli angoli delle pareti tramite particolari sistemi di ancoraggio, ultimare i cappotti sugli angoli, unire le barriere al vapore, dare l’ultimo strato di rasante esterno e la finitura definitiva.
Infine si potrà procedere alla realizzazione degli impianti mancanti (riscaldamento ad esempio), dei massetti e delle finiture interne come le pavimentazioni e le tinteggiature.
Un’impresa di tipo tradizionale si occuperà della realizzazione delle fognature esterne, delle fondazioni (ovviamente realizzate in precedenza) delle recinzioni e delle sistemazioni esterne come marciapiedi, sentieri, pavimentazioni, ecc.
Si ricorda che le fasi di lavorazione, le tempistiche, e le lavorazioni effettuate in cantiere possono cambiare in base al sistema costruttivo utilizzato e da un’azienda all’altra.

Massimiliano Clemente

TELAIO O X-LAM, QUESTO È IL DILEMMA!

Come già accennato nell’articolo: “Com’è fatta una casa in legno?” di CASEinLEGNOinBLOG.com ci sono due tipologie principali di pareti per realizzare una casa in legno: X-Lam e Telaio (escludiamo per il momento tutti i sistemi minori come il blockbau).

Uno dei dubbi più frequenti di chi sta seriamente pensando di acquistare una casa in legno è quale sia la parete migliore da utilizzare: X-Lam o Telaio?!?
Se vi state informando sull’argomento, a parte i consigli “spassionati” dei produttori di uno o dell’altro sistema costruttivo, avrete sicuramente sentito dire che la scelta dell’uno o dell’altro sistema può dipendere da più fattori come la zona climatica in cui si opera, l’altezza e la complessità dell’edificio da realizzare, le prestazioni della parete da ottenere, ecc.
In parte tutto questo è vero, infatti le pareti a telaio, a parità di spessore, in inverno sono termicamente più efficienti di quelle in X-Lam, mentre nei climi caldi ed umidi sono preferibili quelle in X-Lam per la loro maggior massa che aumenta lo sfasamento della parete (il tempo in cui l’onda di calore attraversa la parete stessa).

Dal mio punto di vista, del tutto personale e non necessariamente condivisibile, le prestazioni di una parete da inserire in una località piuttosto che in un’altra derivano solo da scelte progettuali.
Pertanto è possibile utilizzare qualsiasi dei due sistemi in qualsivoglia ambiente a patto che si progettino le stratigrafie delle pareti in modo corretto per ottenere le prestazioni volute.
Chiaramente in situazioni limite la progettazione potrebbe portare a preferire l’una o l’altra soluzione, ma per la maggior parte delle situazioni è possibile scegliere l’uno o l’altro sistema.

Eventualmente sono le prestazioni da ottenere a dover essere l’oggetto della discussione, ma per questo è meglio farsi affiancare da un bravo professionista che sappia consigliarvi nel modo migliore conoscendo la zona climatica in cui siete ed il sito in cui si andrà a collocare l’edificio.
Unico fattore che potrebbe essere determinante nella scelta, è l’altezza del fabbricato da realizzare che, se dovrà essere più alto di 3-4 piani, allora dovrà quasi necessariamente essere realizzato con pareti in X-Lam.

Per tutti gli altri aspetti basta progettare le stratigrafie e gli spessori degli isolanti in modo tale da ottenere le prestazioni volute (ormai non sono i 5 cm di isolante in più o in meno che vanno a fare la differenza, ne da un punto di vista di superficie abitabile realizzabile (oltre i 30 cm di spessore delle pareti i volumi urbanistici non cambiano) ne da un punto di vista dei costi in quanto le variabili in gioco alla fine vanno a compensarsi.

In conclusione la scelta di uno o l’altro sistema costruttivo deve partire da delle scelte progettuali, fatte non dal venditore di turno incontrato lungo la strada, ma da un professionista che non può ne deve essere scavalcato, ma deve affiancarvi sin dalle prime fasi della splendida avventura di realizzare la vostra casa dei sogni.

Massimiliano Clemente – CASEinLEGNOinBLOG.com

VIVA LE SCUOLE IN LEGNO!!!

Vi propongo un estratto di un articolo interessante:

“….Diversi i vantaggi delle scuole in legno rispetto a quelle tradizionali costruite in laterizi e cemento: in primo luogo i tempi di realizzazione, drasticamente ridotti: secondo uno studio dei tecnici del Comune, ad esempio, la costruzione di un edificio in legno di 15 classi richiederebbe 8 mesi contro i quasi due anni di una scuola tradizionale. Altro vantaggio, la maggiore funzionalità: è possibile infatti modificare rapidamente la composizione delle aule e la stessa organizzazione degli ambienti interni.

Anche sotto il profilo ambientale ci sono evidenti benefici: ogni metro cubo di legno utilizzato in sostituzione di un altro materiale da costruzione è in grado di immagazzinare 0,9 tonnellate di CO2, un risultato che si ottiene anche quando è impiegato per costruire un edificio. Inoltre il legno è un materiale isolante al punto da garantire, nell’edilizia scolastica, un risparmio energetico di circa il 40% rispetto alle strutture tradizionali.

Ulteriori caratteristiche, non meno importanti, sono la sismo-resistenza e la sostenibilità economica….”
per l’articolo completo :
http://www.edilportale.com/news/2014/03/materiali-e-tecnologie/milano-al-via-la-progettazione-delle-prime-scuole-in-legno_38143_12.html

L’immagine di copertina è stata tratta dal medesimo articolo.

COM’E’ FATTA UNA CASA IN LEGNO?

Una domanda ricorrente parlando di case in legno è: ”architetto ma le pareti ed i soffitti dovranno essere in legno? Avrò le travi a vista?

In realtà una casa in legno non si discosta dalle altre per quanto riguarda le finiture (vedi anche “perchè sul sito…“) infatti difficilmente ci si accorgerà della differenza una volta ultimati i lavori.
Vero è però che internamente non tutte le case in legno sono fatte allo stesso modo.
Nell’edilizia tradizionale siamo abituati a sentir parlare normalmente delle diverse tecniche costruttive con cui si possono realizzare le strutture portanti e le murature degli edifici e quindi definizioni come: muratura in mattoni portanti, strutture in acciaio, in cemento armato o miste (muratura+telaio), solai in laterocemento, sono abbastanza conosciute e più o meno tutti sanno in linea di massima di cosa si sta parlando.
Quando ci si avvicina al mondo del legno la confidenza con terminologie e tipologie costruttive è sicuramente molto meno diffusa ed anche girando per le fiere di settore e guardando i campioni esposti non sempre riusciamo a capire cosa stiamo vedendo se nessuno ci fornisce qualche spiegazione.
Quello che normalmente colpisce è il grosso spessore degli isolamenti ed i materiali utilizzati che “normalmente” sono, o dovrebbero essere, ben diversi dal “polistirolo” che si è abituati a vedere.
Vediamo di fare un po’ di chiarezza, magari rimandando qualche spiegazione più approfondita ad altri articoli più specifici.
Fondamentalmente possiamo dividere le tipologie costruttive di una costruzione in legno in 2 macro categorie:

1)    strutture a telaio (platform e balloon frame)
2)    strutture in legno massiccio (X-lam, blockbau)

1) Le strutture a telaio sono realizzate con dei montanti lignei posti ad interasse di circa 50/70 cm con interposto del materiale isolante dello stesso spessore dei montanti stessi.
I montanti e l’isolante vengono chiusi lateralmente da pannelli di OSB, che spesso fungono anche da elementi di controventamento della parete, andando a creare una struttura a sandwich che costituisce il “nocciolo” strutturale della parete stessa.
A questa struttura di “BASE” andranno poi aggiunti tutti quegli strati (cappotto, contropareti interne, camere di ventilazione, barriere al vapore, ecc.) che andranno a comporre la parete finale in base alle prestazioni termiche da ottenere e dalle finiture da utilizzare.

2) Le strutture in X-lam, invece sono composte da pannelli massicci di legno lamellare a 5 o più strati incrociati ed incollati fra loro (la tecnica è analoga a quella utilizzata per le travi in legno lamellare utilizzate per le grandi strutture come palestre, palazzetti dello sport, chiese, ecc.).
I pannelli in X-lam costituiscono la struttura della parete (portante e di controventamento), mentre il completamento dell’isolamento viene fatto dal cappotto esterno che sarà dimensionato in base alle caratteristiche climatiche del sito ed alle prestazioni termo/acustiche che si vogliono raggiungere, anche in questo caso potranno essere aggiunti ulteriori strati, sia interni che esterni (contropareti per impianti e/o di finitura, camere di ventilazione, ecc…) per raggiungere gli obbiettivi prestazionali e funzionali prefissati dal progetto.

Nei prossimi articoli andremo a guardare più da vicino le due tipologie costruttive…..

Il futuro dell’edilizia: “edifici ad energia quasi zero”

Il settore edilizio è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici in Europa e pertanto è sicuramente il settore dove bisognerebbe lavorare di più per cercare di ridurne in modo consistente i consumi e conseguentemente l’inquinamento prodotto.
Grazie all’uso di nuovi materiali e nuove metodologie costruttive e puntando al risanamento energetico degli edifici esistenti è possibile ridurre in modo importante i consumi energetici e soprattutto le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dalla produzione d’acqua calda sanitaria arrivando ad un abbattimento vicino all’80 % .
Questi aspetti sono ben noti in ambito Europeo e per questo è stata emanata la Direttiva 2010/31/ue che prevede, fra l’altro, per tutti gli stati membri (compresa l’Italia ovviamente) che nel NON lontano 2020 (2018 per gli edifici pubblici) tutti i nuovi edifici dovranno essere  ad energia quasi zero (Nearly Zero Energy Buildings o nZEBs).
Possiamo anche concordare sulla non perfetta riuscita della definizione “edificio ad energia QUASI Zero” che lascerà ai singoli legislatori “ampi spazi di manovra” ma comunque il concetto rimane ben chiaro: i nuovi edifici dovranno consumare molto poco o in altre parole dovranno essere energeticamente (riscaldamento e consumi elettrici) “quasi” autosufficienti.
Fatta questa premessa ben si può capire come il settore edilizio deve sin da ora cambiare radicalmente il modo di costruire e soprattutto il concetto di “Casa Passiva” incomincerà e dovrà  prendere piede molto rapidamente.
Un’altra riflessione che mi sento di fare è che una nuova abitazione comprata oggi (progettata circa 3-4 anni fa) e realizzata secondo gli attuali standard di legge è di fatto già “obsoleta”.
Certo avrà belle finiture, forse un bell’aspetto, il giardino, l’aria condizionata, il camino, ecc… ma dal punto di vista energetico mi sento di ribadire la definizione “obsoleta”.
Fra qualche anno (6 anni per una casa non sono niente) la nostra nuova casa con gli attuali 1/2 KW di fotovoltaico e pannellino solare per la produzione di acqua calda sanitaria farà sorridere accostata alle abitazioni di nuova generazione che saranno energeticamente autosufficienti con costi di gestione quasi nulli.

Ma allora l’investimento più importante della nostra vita, la casa appunto, che pagheremo per i prossimi 30-40 anni manterrà il suo valore nel tempo?

Purtroppo il rischio che immobili acquistati oggi possano svalutarsi nel medio periodo invece di rivalutarsi nel tempo è reale e non dipende più solo dallo “sgonfiamento” di bolle immobiliari come è successo negli ultimi anni ma dipenderà da fattori qualitativi ed oggettivi dell’immobile e  paradossalmente le case che più ne risentiranno saranno proprio quelle più recenti perché una casa molto più vecchia la paghiamo molto meno sin d’ora e dovremmo comunque ristrutturarla alla luce delle nuove normative.
Ma il mattone non è sempre stato un bene “rifugio” che si è sempre rivalutato nel tempo?
Forse non è più così, o meglio, non in modo generalizzato ed indiscriminato!
Gli immobili che manterranno ed aumenteranno il loro valore nel tempo saranno quelli che già oggi guardano al futuro e sono costruiti seguendo criteri lungimiranti interpretando e superando sin d’ora i minimi normativi futuri che sono già oggi tracciati anche se non ancora in vigore.
Ed è qui che entrano in gioco le case in legno che sin da ora sono in grado di soddisfare i più alti standard di efficienza energetica riuscendo anche ad arrivare ad una casa passiva autosufficiente senza aggravi di spesa insostenibili.

Ed anche in questo caso la natura ringrazia!

TERREMOTO? : “Mi piego ma non mi spezzo!”

Quando si parla di terremoto si è sempre portati a pensare che il cemento armato sia la soluzione a tutti i mali e che possa proteggerci meglio di qualsiasi altra soluzione costruttiva.
In realtà questo non è sempre vero, o meglio, qualsiasi sistema costruttivo, se progettato e realizzato in modo corretto, può essere adeguato a contrastare le sollecitazioni sismiche (sempre nei limiti degli obiettivi  di progetto  che di solito coincidono con quelli normativi che non necessariamente possono e/o vogliono coprire la totalità dei rischi) ma sicuramente ci sono dei materiali e dei sistemi costruttivi  più “predisposti” e più efficienti per questo tipo di esigenza.
I sistemi costruttivi che utilizzano il legno sono senza dubbio fra quelli che meglio si comportano ai fenomeni sismici e spesso vanno molto oltre i valori minimi di progetto previsti dalla normativa antisismica e soprattutto lo fanno senza aumento di costi… un valore aggiunto completamente “gratuito”.
Vediamo rapidamente perché!
Gli aspetti da considerare per capire dove e come agisce un terremoto sono essenzialmente 2:
– Il primo è che le forze in gioco in un evento sismico sono direttamente proporzionali alla massa dell’edificio, in altre parole più la struttura è pesante e più forti saranno le forze che su di essa andranno ad agire, e quindi a danneggiarla, in seguito all’evento sismico.
– Il secondo aspetto è che la capacità di resistere al terremoto è direttamente collegata alla capacità della struttura di “dissipare” (in altre parole di rendere innocue) le forze “dannose” in gioco causate dal sisma (o da qualunque altro evento).

Il Legno, a prescindere dal sistema costruttivo utilizzato, soddisfa appieno entrambi i requisiti sopra esposti infatti  essendo molto più leggero (quattro volte più leggero del calcestruzzo a parità di resistenza) deve “resistere”, a parità di terremoto, a forze molto minori.
Inoltre è di sua natura più duttile e flessibile ed i sistemi di fissaggio delle strutture lignee, grazie agli ancoraggi fra gli elementi strutturali effettuati con viterie e staffe appositamente calcolate, sono in grado di dissipare molto bene le forze in gioco e quindi di limitare di molto anche i danni alle strutture secondarie (pareti interne, finiture, rivestimenti esterni) – a questo proposito se avete 10 minuti di tempo andate a guardarvi questo   video  che racconta una storia vera accaduta in Emilia durante l’ultimo terribile terremoto (chiaramente fa riferimento ad una azienda produttrice ma vuole essere esemplificativo di quanto fin qui detto…. e poi, quando meritato, diamo a Cesare quel che è di Cesare!).
Vi mostro due video tratti dal web (dove potrete trovare ulteriore materiale) in cui si possono vedere chiaramente i diversi effetti che subiscono, con terremoti comunque di forte intensità, i due diversi tipi di costruzione in legno (duttile e leggera) ed in cemento armato e murature (rigida e pesante) dove entrambe non crollano durante la prova ma i danni che subiscono sono ben diversi… dove avreste voluto aver speso i vostri soldi?? 🙂

PREGIUDIZI: “La favola dei tre porcellini è ancora viva”

C’era una volta….
Tutti ben conoscono la favola dei 3 porcellini e del Lupo cattivo ed il nostro retaggio culturale non fa altro che avvalorare la tesi che la casa in muratura e cemento armato sia l’unica soluzione al costruire moderno.
In realtà esempi di opere in legno “ultracentenarie” ancora perfettamente conservate non mancano: le fondazioni di molti palazzi Veneziani sono realizzate con pali in legno, come anche le fondamenta del ponte Santa Trinità di Firenze (1570 circa), la copertura lignea delle Gaggiandre presso l’arsenale di Venezia (1568-73) si ritiene sia ancora quella originale e perfettamente conservata, il “Palazzo Isolani“ a Bologna ha delle strutture lignee in rovere del XIII° secolo, mentre in Svizzera (nel Vallese) vi sono edifici realizzati con pareti in tronchi di legno massiccio di 4 secoli fa.
Per non parlare di quello che è ritenuto uno degli edifici in legno più antichi del mondo il Kondo (una Pagoda di 5 piani che può vantare la veneranda età di 1400 anni).
Non dobbiamo comunque solo cercare gli esempi più eclatanti ma basta guardarci intorno ed osservare le numerosissime coperture o solai in legno che vediamo in moltissimi edifici storici (di pregio e non) che hanno spesso oltre un secolo.
Un ulteriore spunto di riflessione deve venire dal fatto che nella stessa edilizia “tradizionale” oggi la copertura in legno è usata molto spesso per i più svariati motivi (sia estetici che strutturali) e non ci si pone certo la domanda: “ma quanto durerà? È la scelta giusta?”
Tutto questo per dire che non è il legno il problema ma semmai sono i “pregiudizi culturali” che influiscono sulle nostre opinioni e sulle nostre scelte.
Il legno non è un materiale per sua natura poco durevole ma, come qualsiasi altro materiale, deve essere utilizzato nel giusto modo ed utilizzando le dovute accortezze sia progettuali che costruttive.
Il legno marcisce solo se si formano dei ristagni d’acqua o se non è messo in condizioni di poter traspirare, altrimenti è un materiale che per sua natura è igroscopico, ossia in grado di assorbire e rilasciare umidità senza venire danneggiato.
Le strutture lignee, che siano tetti, o pareti hanno la stessa aspettativa di vita degli edifici tradizionali sempre che siano stati progettati e realizzati in modo corretto.