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VISITA IN STABILIMENTO!

La settimana scorsa ho avuto l’occasione di poter visitare gli stabilimenti di una grande azienda produttrice di edifici in legno.
L’occasione era ghiotta: poter vedere cosa succede dall’altra parte della “barricata” e non solo ciò che si osserva quando le pareti arrivano in cantiere pronte per il montaggio….
Quale migliore occasione per poter descrivere anche a voi, con l’aiuto di qualche foto, come vengono realizzate queste “misteriose” pareti prefabbricate?!?
D’altro canto in internet le foto ed i video sulle fasi di montaggio in cantiere di una casa in legno abbondano, ma meno diffuso è quel che succede dietro le “quinte”.
Nell’azienda che ho visitato realizzano vari tipi di strutture, ma quella che vi vado a descrivere è quella a telaio, realizzata con un livello di prefabbricazione molto spinta, in stabilimento si fa quasi tutto, al cantiere è lasciato solo l’indispensabile, e questo a favore di un miglior controllo di tutto il processo produttivo e della riduzione dei tempi di realizzazione in cantiere ai minimi termini.
Ci sono anche altri modi di costruire una casa in legno, e non necessariamente ce ne è uno giusto ed uno sbagliato ma da qualche parte si deve pur partire!

Insomma non me lo sono fatto ripetere, pronti e via!
Ritrovo all’alba, aria frizzante ma non fredda, giornata serena… in viaggio verso le non troppo lontane terre altoatesine, patria delle case in legno “made in Italy”.
In effetti nel campo dell’edilizia in legno è fondamentale per il professionista riuscire a valutare chi dovrà andare a realizzare il suo progetto e questo a tutto vantaggio del cliente (che NON dovrebbe MAI scegliere in totale autonomia la ditta costruttrice basandosi magari su argomentazioni spesso puramente commerciali, sulla simpatia del venditore di turno o peggio ancora solo sul prezzo).
Questo aspetto è di fondamentale importanza soprattutto in un settore che, nel nostro paese, è relativamente giovane ed in cui si stanno “buttando” molti di coloro che prima facevano casette per gli attrezzi o pergolati e che non sempre hanno la giusta preparazione ed esperienza. 
Una casa in legno, se progettata e realizzata bene darà grandi soddisfazioni, ma se costruita in modo “approssimativo” e senza le poche ma dovute attenzioni, come in tutte le cose, avrà sicuramente dei problemi. 
Con l’aiuto di alcune foto vi mostrerò alcune fasi della costruzione di un edificio in legno con struttura a telaio…

Buon divertimento! 

foto 1 Una volta eseguita la progettazione esecutiva dell’edificio da realizzare, tutte le parti in legno (travi, montanti, tavolati, ecc.) vengono realizzate con macchine a controllo numerico che tagliano, forano, fresano, predispongono gli incastri, il tutto è realizzato in modo perfetto e computerizzato. A questo punto tutti i pezzi sono stati numerati e sono pronti per il montaggio che avviene effettuato secondo il progetto e senza alcuna possibilità di errore da manodopera specializzata sui dei grandi banchi automatizzati che consentiranno di movimentare le pareti per le successive fasi di lavorazione.
foto 1:
Una volta eseguita la progettazione esecutiva dell’edificio da realizzare, tutte le parti in legno (travi, montanti, tavolati, ecc.) vengono realizzate con macchine a controllo numerico che tagliano, forano, fresano, predispongono gli incastri, il tutto è realizzato in modo perfetto e computerizzato.
A questo punto tutti i pezzi sono stati numerati e sono pronti per il montaggio che avviene effettuato secondo il progetto e senza alcuna possibilità di errore da manodopera specializzata sui dei grandi banchi automatizzati che consentiranno di movimentare le pareti per le successive fasi di lavorazione.

 

 

foto 2: Una volta realizzata l’intelaiatura strutturale interna, questa viene chiusa su quello che sarà il lato interno su cui una macchina a controllo numerico (sempre sotto la supervisione di operatori dedicati), provvederà a fissare i pannelli alla struttura ed a realizzare tutti i tagli ed i fori previsti sulla pareti (porte, finestre, scatole elettriche, ecc.). Chiaramente si utilizzano pannelli di tamponamento adeguati al futuro utilizzo del dato ambiente e con la giusta solidità per poter appendere alle pareti stesse gli eventuali arredi come ad esempio i pensili delle cucine. Quasi sempre troviamo una prima lastra di fibrogesso, più resistente, ed una seconda lastra in cartongesso per l’applicazione della finitura finale (verde, rosso o bianco a seconda che sia per ambienti umidi, a rischio di incendio o standard).
foto 2:
Una volta realizzata l’intelaiatura strutturale interna, questa viene chiusa su quello che sarà il lato interno su cui una macchina a controllo numerico (sempre sotto la supervisione di operatori dedicati), provvederà a fissare i pannelli alla struttura ed a realizzare tutti i tagli ed i fori previsti sulla pareti (porte, finestre, scatole elettriche, ecc.).
Chiaramente si utilizzano pannelli di tamponamento adeguati al futuro utilizzo del dato ambiente e con la giusta solidità per poter appendere alle pareti stesse gli eventuali arredi come ad esempio i pensili delle cucine. Quasi sempre troviamo una prima lastra di fibrogesso, più resistente, ed una seconda lastra in cartongesso per l’applicazione della finitura finale (verde, rosso o bianco a seconda che sia per ambienti umidi, a rischio di incendio o standard).

 

foto 3: completato il lato interno, la parete viene capovolta e vengono inseriti gli strati isolanti previsti dal progetto, i corrugati per l’impianto elettrico, una chiusura di tamponamento ed un ultimo strato di cappotto (di sughero nella foto). Una volta terminata questa operazione una macchina provvede a spruzzare i vari strati componenti lo strato di intonaco finale su cui verrà applicata in cantiere un’ultima mano e lo strato di finitura previsto. Inutile dire che questa lavorazione, estremamente delicata, essendo fatta in modo automatico ed in ambiente controllato viene realizzata nel miglior modo possibile, senza errori ed a perfetta regola d’arte!
foto 3:
Completato il lato interno, la parete viene capovolta e vengono inseriti gli strati isolanti previsti dal progetto, i corrugati per l’impianto elettrico, una chiusura di tamponamento ed un ultimo strato di cappotto (di sughero nella foto).
Una volta terminata questa operazione una macchina provvede a spruzzare i vari strati componenti lo strato di intonaco finale su cui verrà applicata in cantiere un’ultima mano e lo strato di finitura previsto.
Inutile dire che questa lavorazione, estremamente delicata, essendo fatta in modo automatico ed in ambiente controllato viene realizzata nel miglior modo possibile, senza errori ed a perfetta regola d’arte!

 

foto 4 gran parte degli impianti vengono già installati in stabilimento, lasciando al cantiere solo i collegamenti finali.
foto 4:
Gran parte degli impianti vengono già installati in stabilimento, lasciando al cantiere solo i collegamenti finali.

 

foto 5: i dettagli e le impermeabilizzazioni sono realizzati con cura “maniacali” e nelle miglior ambiente di lavoro possibile e questo aumenta nettamente la qualità del risultato finale!
foto 5:
I dettagli e le impermeabilizzazioni sono realizzati con cura “maniacali” e nelle miglior ambiente di lavoro possibile e questo aumenta nettamente la qualità del risultato finale!

 

foto 6 Gli infissi, in questo caso, vengono montati direttamente in stabilimento, permettendo di ridurre ulteriormente i tempi di cantiere e consentendo un montaggio degli stessi sempre perfetto. Non tutte le aziende eseguono questa operazione in stabilimento; alcune optano per il montaggio degli infissi direttamente in cantiere dopo il montaggio delle pareti (un po’ come per l’edilizia tradizionale).
foto 6:
Gli infissi, in questo caso, vengono montati direttamente in stabilimento, permettendo di ridurre ulteriormente i tempi di cantiere e consentendo un montaggio degli stessi sempre perfetto.
Non tutte le aziende eseguono questa operazione in stabilimento; alcune optano per il montaggio degli infissi direttamente in cantiere dopo il montaggio delle pareti (un po’ come per l’edilizia tradizionale).

 

foto 7 infine si procede con la stuccatura e rasatura del lato interno delle pareti
foto 7:
infine si procede con la stuccatura e rasatura del lato interno delle pareti

 

foto 8: ora le pareti sono pronte per essere caricate, nella corretta sequenza, sui camion che le porteranno a destinazione, dove in qualche settimana verrà montato ed ultimato l’edificio.
foto 8:
ora le pareti sono pronte per essere caricate, nella corretta sequenza, sui camion che le porteranno a destinazione, dove in qualche settimana verrà montato ed ultimato l’edificio.


In questo caso, in cantiere rimarranno da unire meccanicamente gli angoli delle pareti tramite particolari sistemi di ancoraggio, ultimare i cappotti sugli angoli, unire le barriere al vapore, dare l’ultimo strato di rasante esterno e la finitura definitiva.
Infine si potrà procedere alla realizzazione degli impianti mancanti (riscaldamento ad esempio), dei massetti e delle finiture interne come le pavimentazioni e le tinteggiature.
Un’impresa di tipo tradizionale si occuperà della realizzazione delle fognature esterne, delle fondazioni (ovviamente realizzate in precedenza) delle recinzioni e delle sistemazioni esterne come marciapiedi, sentieri, pavimentazioni, ecc.
Si ricorda che le fasi di lavorazione, le tempistiche, e le lavorazioni effettuate in cantiere possono cambiare in base al sistema costruttivo utilizzato e da un’azienda all’altra.

Massimiliano Clemente

TELAIO O X-LAM, QUESTO È IL DILEMMA!

Come già accennato nell’articolo: “Com’è fatta una casa in legno?” di CASEinLEGNOinBLOG.com ci sono due tipologie principali di pareti per realizzare una casa in legno: X-Lam e Telaio (escludiamo per il momento tutti i sistemi minori come il blockbau).

Uno dei dubbi più frequenti di chi sta seriamente pensando di acquistare una casa in legno è quale sia la parete migliore da utilizzare: X-Lam o Telaio?!?
Se vi state informando sull’argomento, a parte i consigli “spassionati” dei produttori di uno o dell’altro sistema costruttivo, avrete sicuramente sentito dire che la scelta dell’uno o dell’altro sistema può dipendere da più fattori come la zona climatica in cui si opera, l’altezza e la complessità dell’edificio da realizzare, le prestazioni della parete da ottenere, ecc.
In parte tutto questo è vero, infatti le pareti a telaio, a parità di spessore, in inverno sono termicamente più efficienti di quelle in X-Lam, mentre nei climi caldi ed umidi sono preferibili quelle in X-Lam per la loro maggior massa che aumenta lo sfasamento della parete (il tempo in cui l’onda di calore attraversa la parete stessa).

Dal mio punto di vista, del tutto personale e non necessariamente condivisibile, le prestazioni di una parete da inserire in una località piuttosto che in un’altra derivano solo da scelte progettuali.
Pertanto è possibile utilizzare qualsiasi dei due sistemi in qualsivoglia ambiente a patto che si progettino le stratigrafie delle pareti in modo corretto per ottenere le prestazioni volute.
Chiaramente in situazioni limite la progettazione potrebbe portare a preferire l’una o l’altra soluzione, ma per la maggior parte delle situazioni è possibile scegliere l’uno o l’altro sistema.

Eventualmente sono le prestazioni da ottenere a dover essere l’oggetto della discussione, ma per questo è meglio farsi affiancare da un bravo professionista che sappia consigliarvi nel modo migliore conoscendo la zona climatica in cui siete ed il sito in cui si andrà a collocare l’edificio.
Unico fattore che potrebbe essere determinante nella scelta, è l’altezza del fabbricato da realizzare che, se dovrà essere più alto di 3-4 piani, allora dovrà quasi necessariamente essere realizzato con pareti in X-Lam.

Per tutti gli altri aspetti basta progettare le stratigrafie e gli spessori degli isolanti in modo tale da ottenere le prestazioni volute (ormai non sono i 5 cm di isolante in più o in meno che vanno a fare la differenza, ne da un punto di vista di superficie abitabile realizzabile (oltre i 30 cm di spessore delle pareti i volumi urbanistici non cambiano) ne da un punto di vista dei costi in quanto le variabili in gioco alla fine vanno a compensarsi.

In conclusione la scelta di uno o l’altro sistema costruttivo deve partire da delle scelte progettuali, fatte non dal venditore di turno incontrato lungo la strada, ma da un professionista che non può ne deve essere scavalcato, ma deve affiancarvi sin dalle prime fasi della splendida avventura di realizzare la vostra casa dei sogni.

Massimiliano Clemente – CASEinLEGNOinBLOG.com

COM’E’ FATTA UNA CASA IN LEGNO?

Una domanda ricorrente parlando di case in legno è: ”architetto ma le pareti ed i soffitti dovranno essere in legno? Avrò le travi a vista?

In realtà una casa in legno non si discosta dalle altre per quanto riguarda le finiture (vedi anche “perchè sul sito…“) infatti difficilmente ci si accorgerà della differenza una volta ultimati i lavori.
Vero è però che internamente non tutte le case in legno sono fatte allo stesso modo.
Nell’edilizia tradizionale siamo abituati a sentir parlare normalmente delle diverse tecniche costruttive con cui si possono realizzare le strutture portanti e le murature degli edifici e quindi definizioni come: muratura in mattoni portanti, strutture in acciaio, in cemento armato o miste (muratura+telaio), solai in laterocemento, sono abbastanza conosciute e più o meno tutti sanno in linea di massima di cosa si sta parlando.
Quando ci si avvicina al mondo del legno la confidenza con terminologie e tipologie costruttive è sicuramente molto meno diffusa ed anche girando per le fiere di settore e guardando i campioni esposti non sempre riusciamo a capire cosa stiamo vedendo se nessuno ci fornisce qualche spiegazione.
Quello che normalmente colpisce è il grosso spessore degli isolamenti ed i materiali utilizzati che “normalmente” sono, o dovrebbero essere, ben diversi dal “polistirolo” che si è abituati a vedere.
Vediamo di fare un po’ di chiarezza, magari rimandando qualche spiegazione più approfondita ad altri articoli più specifici.
Fondamentalmente possiamo dividere le tipologie costruttive di una costruzione in legno in 2 macro categorie:

1)    strutture a telaio (platform e balloon frame)
2)    strutture in legno massiccio (X-lam, blockbau)

1) Le strutture a telaio sono realizzate con dei montanti lignei posti ad interasse di circa 50/70 cm con interposto del materiale isolante dello stesso spessore dei montanti stessi.
I montanti e l’isolante vengono chiusi lateralmente da pannelli di OSB, che spesso fungono anche da elementi di controventamento della parete, andando a creare una struttura a sandwich che costituisce il “nocciolo” strutturale della parete stessa.
A questa struttura di “BASE” andranno poi aggiunti tutti quegli strati (cappotto, contropareti interne, camere di ventilazione, barriere al vapore, ecc.) che andranno a comporre la parete finale in base alle prestazioni termiche da ottenere e dalle finiture da utilizzare.

2) Le strutture in X-lam, invece sono composte da pannelli massicci di legno lamellare a 5 o più strati incrociati ed incollati fra loro (la tecnica è analoga a quella utilizzata per le travi in legno lamellare utilizzate per le grandi strutture come palestre, palazzetti dello sport, chiese, ecc.).
I pannelli in X-lam costituiscono la struttura della parete (portante e di controventamento), mentre il completamento dell’isolamento viene fatto dal cappotto esterno che sarà dimensionato in base alle caratteristiche climatiche del sito ed alle prestazioni termo/acustiche che si vogliono raggiungere, anche in questo caso potranno essere aggiunti ulteriori strati, sia interni che esterni (contropareti per impianti e/o di finitura, camere di ventilazione, ecc…) per raggiungere gli obbiettivi prestazionali e funzionali prefissati dal progetto.

Nei prossimi articoli andremo a guardare più da vicino le due tipologie costruttive…..