Archivi tag: edilizia

Il futuro dell’edilizia: “edifici ad energia quasi zero”

Il settore edilizio è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici in Europa e pertanto è sicuramente il settore dove bisognerebbe lavorare di più per cercare di ridurne in modo consistente i consumi e conseguentemente l’inquinamento prodotto.
Grazie all’uso di nuovi materiali e nuove metodologie costruttive e puntando al risanamento energetico degli edifici esistenti è possibile ridurre in modo importante i consumi energetici e soprattutto le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dalla produzione d’acqua calda sanitaria arrivando ad un abbattimento vicino all’80 % .
Questi aspetti sono ben noti in ambito Europeo e per questo è stata emanata la Direttiva 2010/31/ue che prevede, fra l’altro, per tutti gli stati membri (compresa l’Italia ovviamente) che nel NON lontano 2020 (2018 per gli edifici pubblici) tutti i nuovi edifici dovranno essere  ad energia quasi zero (Nearly Zero Energy Buildings o nZEBs).
Possiamo anche concordare sulla non perfetta riuscita della definizione “edificio ad energia QUASI Zero” che lascerà ai singoli legislatori “ampi spazi di manovra” ma comunque il concetto rimane ben chiaro: i nuovi edifici dovranno consumare molto poco o in altre parole dovranno essere energeticamente (riscaldamento e consumi elettrici) “quasi” autosufficienti.
Fatta questa premessa ben si può capire come il settore edilizio deve sin da ora cambiare radicalmente il modo di costruire e soprattutto il concetto di “Casa Passiva” incomincerà e dovrà  prendere piede molto rapidamente.
Un’altra riflessione che mi sento di fare è che una nuova abitazione comprata oggi (progettata circa 3-4 anni fa) e realizzata secondo gli attuali standard di legge è di fatto già “obsoleta”.
Certo avrà belle finiture, forse un bell’aspetto, il giardino, l’aria condizionata, il camino, ecc… ma dal punto di vista energetico mi sento di ribadire la definizione “obsoleta”.
Fra qualche anno (6 anni per una casa non sono niente) la nostra nuova casa con gli attuali 1/2 KW di fotovoltaico e pannellino solare per la produzione di acqua calda sanitaria farà sorridere accostata alle abitazioni di nuova generazione che saranno energeticamente autosufficienti con costi di gestione quasi nulli.

Ma allora l’investimento più importante della nostra vita, la casa appunto, che pagheremo per i prossimi 30-40 anni manterrà il suo valore nel tempo?

Purtroppo il rischio che immobili acquistati oggi possano svalutarsi nel medio periodo invece di rivalutarsi nel tempo è reale e non dipende più solo dallo “sgonfiamento” di bolle immobiliari come è successo negli ultimi anni ma dipenderà da fattori qualitativi ed oggettivi dell’immobile e  paradossalmente le case che più ne risentiranno saranno proprio quelle più recenti perché una casa molto più vecchia la paghiamo molto meno sin d’ora e dovremmo comunque ristrutturarla alla luce delle nuove normative.
Ma il mattone non è sempre stato un bene “rifugio” che si è sempre rivalutato nel tempo?
Forse non è più così, o meglio, non in modo generalizzato ed indiscriminato!
Gli immobili che manterranno ed aumenteranno il loro valore nel tempo saranno quelli che già oggi guardano al futuro e sono costruiti seguendo criteri lungimiranti interpretando e superando sin d’ora i minimi normativi futuri che sono già oggi tracciati anche se non ancora in vigore.
Ed è qui che entrano in gioco le case in legno che sin da ora sono in grado di soddisfare i più alti standard di efficienza energetica riuscendo anche ad arrivare ad una casa passiva autosufficiente senza aggravi di spesa insostenibili.

Ed anche in questo caso la natura ringrazia!